Era l’anno 1953 quando negli Stati Uniti una donna di nome Teresa Lasser subì l’operazione alla mammella per cancro e sperimentò su di sé l’isolamento psicologico cui era stata confinata. Fu così che ebbe l’idea geniale di trovare donne – la cui qualità principale doveva essere quella di aver subito il medesimo intervento – di prepararle per andare al letto della paziente e dimostrare con la loro stessa presenza il felice superamento dell’evento morboso e dell’atto chirurgico.
Ritenemmo ciò, nella nostra realtà, troppo limitativo: la prima domanda della donna all’indomani dell’intervento chirurgico è indubbiamente quella di riacquistare il benessere fisico per cui a Trieste, all’interno della struttura sanitaria, nacque il primo ambulatorio di volontariato finalizzato alla riabilitazione della donna operata al seno, una riabilitazione globale sistematica fisica, psicologica e sociale: nacque così un soggetto assolutamente nuovo: un servizio di volontariato socio-sanitario che – incoraggiato dall’allora primo presidente della USL n.1 “Triestina”, dott. Giuseppe Pangher - si propose di affiancare le strutture sanitarie pubbliche con tutti i sussidi di ordine fisico, psicologico e sociale.
Questa, nel 1976, è stata la partenza: il resto è storia.
La Presidente Luisa Nemez
